Nel 1922 l'Huddersfield Town aveva vinto la FA Cup ai danni del Preston North End. La partita era stata giocata a Stamford Bridge, l'ultima finale di FA Cup non disputata a Wembley sino al 1970.

“Ho costruito il mio stile di gioco guardando giocare l’unico vero idolo calcistico che io abbia mai avuto: Johann Cruyff. È stato l’unico calciatore di cui abbia avuto il poster in camera”.

Ronald Derrick Springett (1935-2015) era nato portiere. Non era molto alto, fisicamente in svantaggio di fronte ai massicci centravanti dell'epoca, Springett sapeva affrontarli in modo intelligente e coraggioso, abile nello scegliere il momento preciso anticipare gli attaccanti, accettando anche il rischio di qualche infortunio. Bravo con i piedi, presa sicura, rapido di pensiero nelle uscite, nonostante le sue capacità acrobatiche, la sua altezza lo rendeva a volte vulnerabile ai tiri da lontano.

Durante la guerra era arrivato in Inghilterra come soldato nemico dalla Germania. E in Inghilterra è divenuto una leggenda. Perchè Bert Trautmann, oltre a essere un grande atleta, era anche un vero gentiluomo, la cui vita è stata un travagliato processo che dalla colpa ha portato alla rinascita.
Ray Clemence (1948-2020) è stato uno dei migliori portieri non soltanto della sua generazione.
Iniziò a giocare nello Scunthorpe United nel 1966, in Third Division, prima che l'allenatore del Liverpool Bill Shankly mettesse gli occhi su di lui, e lo portò a ad Anfield nel giugno 1967, a soli 18 anni.

E’ una storia triste storia quella del giovane portiere dell’Aston Villa, Arthur Sabin, titolare per due sole partite, che non riuscì purtroppo a coronare il suo sogno.
Un ragazzo tranquillo, ma con l'agilità di un gatto. Per i suoi compagni di scuola e gli istruttori di calcio di Kingstanding, una zona a nord di Birmingham, era semplicemente il miglior portiere che avessero mai visto.

12 gennaio 1955, terzo turno di FA Cup. Il Bradford City affronta il Brentford al Valley Parade. La magica atmosfera di quella giornata è catturata in uno splendido scatto fotografico in bianco e nero.

Tom Finney era un vero gentiluomo, l’umiltà fatta genio calcistico. Non è ricordato soltanto per la magia delle sue giocate sui campi d’Inghilterra nel dopo-guerra, ma anche per il suo fascino, la cortesia con la quale catturava tutti sempre. Sembrava che in ogni posizione in campo lui giocasse, quella fosse la sua. Usava indifferentemente entrambi i piedi e, pur non essendo alto, era forte anche di testa.

Non era particolarmente alto. Da bambino cadendo aveva perso tutti i denti davanti e così era costretto a portare la dentiera che, però, toglieva quando giocava. Per di più, era anche miope, ed indossava le lenti a contatto.
Nonostante tutto questo, il suo carattere, la sua forza di volontà, lo portarono in cima al mondo.

Si chiamava Ernest Pat Glover, arrivava dal Galles, ha giocato una vita nel Grimsby Town e segnava gol. Tanti: “Colpivo il pallone come se mi dovesse dei soldi”.
Solo in campionato, sempre con la maglia del Grimsby, Glover ha segnato 180 gol in appena 227 presenze. Gol che trascinarono il club alla vittoria della Second Division nel 1934 e al quinto posto in First nel 1935.
Le radici del calcio ad Accrington, una cittadina del Lancashire nel nord-ovest dell’Inghilterra, risalgono al 1876, quando venne fondato l'Accrington FC. Giocò la sua prima partita ufficiale due anni dopo contro i Church Rovers in quello che ora è il parcheggio del campo di Thorneyholme Road dell'Accrington Cricket Club.