Gordon Banks, le mani più sicure d'Inghilterra

Gordon Banks era nato a Sheffield nel 1937 e giocò la sua prima partita in Football League con il Chesterfield, in Third Division, nel 1958. Niente di quello che aveva fatto da ragazzo avrebbe potuto lasciar presagire che sarebbe diventato uno dei migliori portieri della storia del calcio.

Non era tagliato per gli studi e lasciò la scuola a quindici anni. Il suo primo lavoro fu quello di insaccare carbone per un commerciante locale. Se il suo futuro si fosse dovuto vedere dalla prima partita che giocò in porta, l'inizio non fu decisamente incoraggiante. Debuttò, infatti, con il Rawmarsh Welfare, nella Yorkshire League, e la sua prima presenza si concluse con una sconfitta per 12 a 2. Dopo quella prestazione, fu subito escluso dalla squadra.
Ma Gordon non si diede per vinto. Perseverò a tal punto che, diciotto mesi dopo aver lasciato la scuola, il Chesterfield gli fece firmare un contratto part-time da 3 sterline a settimana. E una volta arrivato in prima squadra, i suoi progressi accelerarono.
Giocò solo ventitré partite per il Chesterfield prima che Matt Gillies, allenatore del Leicester City allora in First Division, intravide in lui quel potenziale che nemmeno Banks stesso era sicuro di avere. Fu probabilmente più colpito dall'aumento del suo stipendio, che arrivò a 15 sterline a settimana, che dal suo trasferimento in un club della massima categoria.
Howard Riley fu suo compagno di squadra al Leicester per diversi anni: "Quando arrivò a Filbert Street per la prima volta nel 1959, non aveva una grande reputazione. Ma una volta che iniziò a giocare, capimmo tutti che era qualcosa di speciale".
Gillies aveva visto giusto. Quel ragazzo era speciale e quando Banks festeggiò il suo ventiduesimo compleanno, il 30 dicembre 1959, era il numero uno del Leicester. Nel 1963 era già diventato per tutti "Banks of England".
Ha ricordato ancora Riley che "la partita più bella che gli abbia mai visto giocare è stata quando battemmo il Liverpool per 1 a 0 in semifinale di FA Cup nel 1963. Eravamo passati in vantaggio nel primo tempo, ma nella ripresa il Liverpool ci mise sotto pressione. Alla fine riuscimmo a vincere solo grazie a Gordon. Era il miglior portiere con cui o contro cui abbia mai giocato".
Nel 1966 fu uno dei protagonisti della più grande vittoria della nazionale inglese, la Coppa del Mondo. Ai Mondiali del 1970 in Messico, invece, Banks non potè giocare il quarto di finale perso rocambolescamente contro la Germania Ovest, ma lasciò comunque un'impronta indelebile con la parata su Pelé. Il colpo di testa basso e ravvicinato del fuoriclasse brasiliano era perfetto nella sua esecuzione, preciso nella sua traiettoria e potente quasi fosse stato calciato di piede. Il pallone rimbalzò appena prima della linea di porta, deviando alla destra di Banks. Con un riflesso prodigioso Banks riuscì a intercettare il pallone; ma ciò che è ancora difficile da capire è come sia riuscito a indirizzarla verso l'alto, sopra la traversa.
Il suo punto di forza era l'incredibile senso della posizione; sembrava sapere in anticipo dove sarebbe arrivata il pallone. Il suo rendimento era costante. Una volta parlando con Riley, si rammaricava del fatto che fosse ricordato solo per quella straordinaria parata su Pelè: "Avrebbero dovuto vederlo quel giorno del 1963 contro il Liverpool. Semplicemente formidabile".
Come molti altri giocatori della nazionale inglese del 1966 avevano fatto o avrebbero fatto, Banks vendette la medaglia della vittoria della Coppa del Mondo nel 2001. Ne ricavò 125.000 sterline. Lo fece per aiutare i suoi tre figli ad acquistare la loro prima casa.