Graham Poll e I tre cartellini gialli

22 giugno 2006, ultima giornata del girone di qualificazione F della FIFA World Cup. A Stoccarda si affrontano Croazia e Australia. La prima deve vincere per passare il turno, mentre lalla seconda basta un pareggio. L'arbitro della partita è l'inglese Graham Poll. 

Poll è arbitro internazionale dal 1996. Classe 1963, aveva iniziato la sua carriera nel 1980 arbitrando in Isthmian League, Poi, nel 1991 il salto nella Football League e nel 1993 entra nella lista degli arbitri della Premier League. In Inghilterra nel 1998 ha diretto la Charity Shield tra Arsenal e Manchester United: nel 2000 la finale di FA Cup tra Chelsea e Aston Villa e nel 2002 la finale di League Cup tra Blackburn e Tottenham. In campo internazionale, ha participato a Euro 2000 e alla Coppa del Mondo del 2002. Nel 2005 ha diretto la finale di Copa Uefa tra CSKA Mosca e Sporting Lisbona. Insomma, un arbitro di provata esperienza ed affidabilità.
Poi arriva quel 22 giugno, La partita è dura, la posta in palio alta. A 11 minuti dalla fine, Kewell segna il secondo pareggio dell'Australia. Fino ad allora Poll aveva ammonito quattro giocatori croati: Simic, Tudor, Simunic e Pletikosa. Il gol di Kewell condanna la Croazia. Il gioco si fa ancora più duro. All'81' arriva il primo giallo per Australia, quello di Emerton. 4 minuti dopo, il secondo a Simic e quindi Croazia in dieci uomini. Passano due minuti e la parità in campo si ristabilisce per l'espulsione di Emerton. Al 90' Poll estrae un altro cartellino; è per Simunicic, ma sarebbe il secondo, e quindi dovrebbe uscire dal campo. Ma l'arbitro non se ne rende conto. Passano altri tre minuti e Simuniic viene ammonito di nuovo. Stavolta Poll non può sbagliare e il croato viene espulso.
Subito dopo la gara, Poll viene escluso dal mondiale. L'anno dopo, il 28 maggio, dopo aver diretto la finale play-off di Championship tra Derby e West Bromwich, e dopo 1.544 partite in Football League, Poll chiude la sua carriera di arbitro.
L'errore di Stoccarda ha macchiato una lunga e onorata carriera, ma anche lo stesso Poll. Durante la stagione 2006/2007, in qualunque stadio arbitrasse i tifosi cantavano "World Cup and you fucked it up!". 
"Avevano ragione", ammetterà Poll. "Fa ancora male. Lo sentivo e mi feriva ogni volta".
A sua difesa, qualche anno dopo, Poll confesserà che nell'occasione della seconda ammonizione a Simunic aveva scritto il numero 3 nella colonna sbagliata, confuso in quei concitati minuti finali, dall'accento australiano del croato.
E poi, non perdendo il suo senso dello humour, dichiarò: "Tu sei lì, in campo, insieme a ventidue multimilionari, e li devi controllare con un fischietto e due - qualche volta tre - cartellini".
C'era stato un altro incidente di percorso nella carriera di Poll. Il 21 aprile del 2000, secondi finali del derby tra Liverpool ed Everton in bilico sullo 0 a 0.
Il portiere dei Reds, Westerveld, rimette in gioco il pallone, ma il suo calcio di rinvio sbatte sulla schiena di Don Hutchinson che stava rientrando nella sua metà campo. Il pallone, sul rimbalzo, finisce in rete. Sembra tutto buono, ma Poll annulla sostenendo che avesse già fischiato la fine della partita. Le immagini dimostreranno il contrario. Dopo il suo ritiro Poll ammetterà che quello fosse stato l'errore di cui più si fosse pentito.
Prima della finale di FA Cup 1999/2000 che avrebbe arbitrato, aveva detto "Arbitrare è come giocare, ma senza averne la capacità".