Vinnie Jones, il bad boy del football

I soprannomi di Vinnie Jones non lasciano dubbi: The Axe (ascia) o The Hammer (martello).

Aveva iniziato a giocare nel Wealdstone e nel 1986 fece il suo esordio con il Wimbledon. Racconta: "All'intervallo della mia partita di debutto con il Wimbledon, il nostro vecchio magazziniere Sid iniziò a girare con il tè. Gli chiesi come stessi andando e lui: "Io ho 85 anni, ma se mi avessero dato la maglia numero 4 avrei fatto meglio di te".
Vincent Jones, nato a Watford il 5 gennaio 1965, si affermò sin da subito per i suoi comportamenti da hard man. E' stato uno degli elementi chiave della Crazy Gang del Wimbledon negli anni '80 e '90, che si affermò passando dalla Fourth alla First Division, arrivando a conquistare nel 1988 la FA Cup contro il favoritissimo Liverpool. Il tutto grazie allo stile di gioco estremamente aggressivo e intimidatorio della Crazy Gang, di cui Jones si impose come leader indiscusso.
Detiene il record per il cartellino rosso più veloce, tre secondi, ed è stato espulso 12 volte, secondo solo a Roy Keane con 13. Nel 1988, con una sua entrata durissima, causò un grave infortunio a Gary Stevens dal quale non si riprese mai completamente.
Dopo il Wimbledon, nel 1989 passò al Leeds. John Giles, una delle colonne del Mighty Leeds di Don Revie a cavallo degli anni 60 e 70, commentò: "Ai tempi di Don Revie non avrebbe potuto attraversare nemmeno la porta d'ingresso. Figuriamoci indossare la maglia del Leeds".
Poi il passaggio prima allo Sheffield United e poi al Chelsea, per tornare nel 1992 con il Wimbledon, dove rimase fino al 1998. Passato alla storia un suo diverbio con Gary Lineker in un albergo di Dublino nel 1995: "Jones ammise di aver tirato solo una fetta di pane tostato a Gary Lineker. Ciò che non ha detto è che la fetta di pane stava ancora dentro al tostapane", raccontò il deputato laburista Tony Banks.
Giocò la sua ultima stagione al QPR e nel 1999 si ritirò per dedicarsi completamente al cinema in cui prevalentemente ha interpretato ruoli di forte caratterizzazione: duro nei film come lo era stato in campo.
"La mia carriera sportiva è stata come quello di una beccaccia" confesserà. "I cacciatori e il brutto tempo hanno sempre cercato di buttarmi giù, ma alla fine sono riuscito sempre a raggiungere nuovi campi".
Ormai fuori dal calcio, dichiarò amaramente: "Stanno spremendo via il divertimento dal calcio. Calciatori senza carattere e arbitri che si comportano come nazisti. Sembra basket sull'erba".