Il tè di Springett, il portiere che viveva a Londra e giocava a Sheffield

Ronald Derrick Springett non era molto alto e partiva svantaggiato quando doveva confrontarsi con i ruvidi e massicci centravanti dell'epoca; ma Springett sapeva affrontarli in modo intelligente e coraggioso, abile nello scegliere il momento giusto per anticipare le mosse di quegli attaccanti spesso poco mobili, rapido di pensiero nelle uscite, accettando anche il rischio di qualche infortunio.

Nato nel 1935 e cresciuto a Sands End, vicino a Craven Cottage, nelle improvvisate partite con i colleghi di lavoro non esitava a tuffarsi sul cemento. Riuscì a ottenere un provino con i Cottagers che si rivelò una farsa. Insieme all'altro portiere in prova furono messi nella stessa porta, mentre Johnny Haynes calciava il pallone in mezzo a loro.
L'occasione persa dal Fulham fu colta al volo dal Queens Park Rangers che lo tesserò subito. Fece il suo esordio nel novembre del 1953, a soli diciotto anni. Poi, il servizio militare lo tenne lontano dai campi di gioco. 
Nel 1958 venne acquistato dallo Sheffield Wednesday per 10.000 sterline, dove rimase nove anni e si affermò come uno dei migliori portieri della First Division, tanto che nel novembre 1959 esordì con la maglia della nazionale inglese contro l'Irlanda del Nord, riuscendo a parare un calcio di rigore a Jimmy McIlroy. 
Springett era tenuto in così grande considerazione dai dirigenti dello Sheffield Wednesday che, per i primi tempi dopo la firma del contratto, gli era stato concesso il privilegio di continuare a vivere a Londra, allenarsi durante la settimana con il QPR e raggiungere il resto dei suoi compagni di squadra soltanto il sabato per la partita. 
Dopo il suo esordio con l'Inghilterra di Walter Winterbottom, divenne il titolare sino al 1963, anno dell'avvento di Gordon Banks, che era stato la sua riserva ai mondiali in Cile. A maggio di quell'anno, a Wembley, nell'amichevole contro il Brasile, il nuovo selezionatore Alf Ramsey sostituì Springett con Banks. 
Springett era tra i convocati per la Coppa Rimet del 1966. Durante la preparazione alla fase finale, la nazionale inglese si allenava al Bank of Enland Club a Roehampton.
Jimmy Greaves chiese ad Alf Ramsey se avesse potuto fare un salto a casa sua per un giorno, ma il manager dell'Inghilterra  glielo negò: "Siamo una squadra, e dobbiamo rimanere una squadra".
Qualche tempo prima Springett, parlando con Ramsey, gli aveva detto che abitava a meno di cento metri dal centro di allenamento.
Alcuni giorni dopo quella casuale conversazione, finito l'allenamento, Ramsey chiamò Springett e gli disse: "Se vuoi, puoi andartene a casa a prendere una tazza di tè". Springett non se lo fece ripetere due volte e colse al volo quell'opportunità, ma conoscendo bene Ramsey si trattenne effettivamente soltanto il tempo necessario per salutare e prendere quel thè. 
Alla ripresa degli allenamenti, il primo tirò che gli arrivò gli sfuggì dalle mani e finì in rete. Ramsey lo guardò, e tutto quello che gli disse fu: "E' stata l'ultima volta che ti ho mandato a casa per un tè".
Non fu certo questo episodio a spingere Ramsey a preferire Banks come titolare. Nonostante facesse parte del gruppo che alzò la Coppa Rimet, pur rimanendo in panchina tutte le partite, i regolamenti FIFA del tempo non gli consentirono di ricevere la medaglia d'oro. Si rimediò a questa mancanza nel 2009: quel riconoscimento negatogli quarantatre anni prima, fu consegnata a lui e le altre riserve inglesi al numero 10 di Downing Street. 
Nel 1967, dopo aver collezionato 384 presenze con lo Sheffield Wednesday, tornò al QPR dove avrebbe chiuso la sua carriera nel 1969. Come lo era stato il suo trasferimento a Sheffield nove anni prima, anche in questo caso il suo ritorno ai Rangers fu abbastanza singolare. 
Ronnie, infatti, tornò a Londra in virtù di uno scambio, assolutamente unico, con suo fratello Peter, anche lui ottimo portiere, che prese il suo posto allo Wednesday. Complessivamente, nei suoi due periodi al QPR, Springett collezionò 147 presenze.