Nobby Stiles, il cuore e l'anima di una squadra

Norbert Peter Stiles è stato sicuramente uno dei grandi protagonisti della vittoria della Coppa del Mondo del 1966. Non particolarmente alto, era infaticabile, un interditore feroce. Da bambino cadendo aveva perso tutti i denti davanti e così era costretto a portare la dentiera che, però, toglieva quando giocava. Per di più, era anche miope, e indossava le lenti a contatto.

Un club, una maglia: Nat Lofthouse

Nat Lofthouse

Nel dopoguerra, quando i giocatori dimostravano una lealtà incondizionata verso il proprio club, Lofthouse fu uno degli attaccanti più prolifici della sua generazione, come testimoniato dal suo record di gol per il Bolton e anche per l'Inghilterra, dove i suoi 30 gol in 33 presenze gli danno uno dei migliori rapporti gol a partita di sempre.

Numeri 1. Enrico Albertosi

 
Molti lo considerano il più grande portiere italiano di sempre. Carattere non facile, esuberante, dotato di grandi doti fisiche, classe 1939, Ricky Albertosi fa il suo esordio tra i pali a soli 15 anni nella Pontremolese, la squadra nella quale giocava il padre.

Il calcio secondo Nereo Rocco

Ai calciatori prima della partita: "A tuto quel che se movi su l’erba, daghe! Se xe ‘l balon, no’ importa!". Ai calciatori, durante l’intervallo, se la partita stava andando male: "Testa de gran casso, ti e anca quel che t’ha messo in squadra". Ai calciatori anziani: "Te jèri campion, no’ ti poi finir bidòn!". Sugli allenatori: "Dal lunedì al venerdì, i xe olandesi. Al sabato, i ghe pensa. La domenica, giuro su la mia beltà, tuti indrìo e si salvi chi può".

Roy Keane, leader senza compromessi

Centrocampista potente, personalità dominante, sempre competitivo, a cui non dispiaceva il gioco duro. Il suo carattere forte lo portava inevitabilmente a prendersi la leadership in campo. Roy Keane è stato un centrocampista completo, ma spesso la sua irruenza gli faceva commettere falli molto duri. Nella sua carriera ha collezionato ben 7 cartellini rossi diretti.

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